Manca poco al nuovo orto sinergico!

1 febbraio 2017

La scuola d’infanzia “Arcobaleno”  di Eraclea ha aderito al progetto per realizzare un orto sinergico nel proprio giardino.

 

Ma cos’è un orto sinergico?

La concezione di orto sinergico nasce nei primi del ‘900 in Giappone da Masanobu Fukuoka, il quale cercò di dimostrare che si può praticare l’agricoltura semplicemente rispettando la dinamica degli organismi viventi che si trovano naturalmente nel suolo. Successivamente questo concetto venne ripreso dalla coltivatrice spagnola Emilia Hazelip, che elaborò un metodo di coltivazione innovativo, adattando gli insegnamenti di Fukuoka al clima mediterraneo. Così è nata l’agricoltura sinergica, la forma di coltivazione più naturale in assoluto, che riconosce l’utilità della sola pacciamatura e ripudia l’utilizzo di qualsiasi tipo di ammendante, perché considera che il suolo migliora la sua fertilità se coltivato con la massima densità di piante e trattato correttamente. Grande attenzione si da’ quindi alle consociazioni tra piante, infatti a differenza delle usuali coltivazioni agricole industriali, in un orto sinergico le piante perenni convivono con le piante stagionali, e la stessa verdura è presente contemporaneamente a diversi stadi (persino decomposta a nutrire uno stesso esemplare in fiore). L’orto è a bassissima manutenzione e oltre a fornire verdure è un ottimo richiamo per uccelli ed insetti, oltre a rendere gradevole l’area stessa.

 

Gli obiettivi di questo progetto sono molteplici e vanno a toccare più ambiti. Già la sola magia della nascita, la soddisfazione di veder crescere una piantina curata con le proprie mani, basterebbe a spiegare il perché dell’importanza di coltivare un orto insieme ai bambini.  Ma le ragioni sono molte di più. 

 

Prima di tutto, è il modo più semplice per avvicinare i piccoli alla natura e alla sensibilità ecologica. Ma altrettanto importante è lo sviluppo della responsabilità: il seme si schiude, cresce e dà frutto solo attraverso due ingredienti fondamentali: la pazienza e la costanza. Quale miglior insegnamento per un bambino che si affaccia alla vita? Senza contare, infine, che sarà molto più facile far mangiare le verdure che lui stesso ha coltivato. Dopodiché c’è il desiderio di dimostrare che un’agricoltura di tipo non tradizionale è possibile, dove il rispetto per la natura è l’elemento basilare attorno al quale verte il concetto di eco-sostenibilità. L’uomo si riavvicina alla natura senza dominarla, ma assecondando i suoi bioritmi. Creare natura inoltre significa creare biodiversità, o porre le basi affinché questa cresca e si mantenga nel tempo.

L’idea è che la realizzazione di quest’orto possa generare una partecipazione, anche se non direttamente, delle famiglie stesse dei bambini le quali saranno coinvolte nella ricerca di sementi di vecchie varietà orticole da impiegare. Ogni famiglia, se vorrà, potrà donare i propri semi o piantine contribuendo alla causa. Tutti i “prodotti” che questo orto concepirà, potranno andare alle famiglie più bisognose.

 

 

Bambini e genitori hanno già raccolto la semente da utilizzare…e noi ne facciamo una cernita!

 

A brevissimo le foto dell’orto……

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