Ecobonus 2015

16 Dicembre 2015

Attenzione! Questa notizia fa riferimento all’anno 2015. Trovi le informazioni aggiornate QUI!

Detrazioni del 65% per giardini e orti pensili

L’agevolazione vale fino al 31 dicembre 2015 e consente di recuperare gran parte della spesa sostenuta. I giardini pensili consentono di abbassare del 30 per cento i consumi energetici, mantengono la casa fresca d’estate e calda d’inverno, e inoltre intercettano gli agenti inquinanti nelle città.

Per tutto l’anno 2015, se realizziamo una copertura a verde sul nostro tetto possiamo usufruire di una detrazione Irpef fino al 65%. Per ottenerla l’intervento deve garantire un risparmio energetico. Abbiamo invece una detrazione del 50% se il lavoro rientra nelle ristrutturazioni edilizie.

A parte l'opportunità fiscale, quali sono i vantaggi di un giardino pensile?

Tanti.

Innanzitutto quelli di NATURA AMBIENTALE: aiuta l’isolamento termico (con una relativa diminuzione dei consumi energetici), assorbe i rumori, trattiene l’acqua piovana, mantiene la biodiversità, riduce le emissioni di anidride carbonica.

Poi ci sono i BENEFICI ESTETICI, che riguardano sia l’edificio sia il complesso dell’arredo urbano circostante.

E infine un notevole VANTAGGIO ECONOMICO: la casa, o l’intero palazzo, aumentano di valore. E ciò perché con le coperture vegetali è possibile rientrare nella classe A, la più alta, degli edifici ad alto risparmio.

Come ottenere la detrazione?

I cosiddetti giardini pensili sono superfici a verde a contatto non diretto con il suolo. Possiamo costruirlo non solo sul tetto impermeabilizzato del nostro condominio ma anche su quello del garage o del parcheggio, in terrazza o sul lastrico solare.

La detrazione Irpef per le ristrutturazioni edilizie è stata aumentata dal 36 al 50 per cento e sarà in vigore fino al 31 dicembre;

La detrazione del 65% invece, scade il 31 dicembre per i privati, mentre per i condomini il 30 giugno 2016.

Per realizzare una copertura verde i costi partono da 80 euro a metro quadrato e i lavori devono seguire alcuni parametri. “Per avere un risparmio energetico va rispettata la cosiddetta trasmittanza termica che indica la capacità isolante del materiale utilizzato” spiega Luca Argentieri, ingegnere esperto del settore. “per la ristrutturazione edilizia invece non c’è alcun obbligo. Le spese vanno presentate con la dichiarazione dei redditi e saranno recuperate in dieci anni anziché in tre. Se abbiamo fatto un investimento importante, non avremo subito i soldi, ma ci sono aspetti positivi per chi ha un reddito basso. Ad esempio, se un pensionato paga 200 euro di tasse e ha fatto lavori che per una detrazione totale di 1000 euro, in dieci anni li può recuperare tutti. Se fossero stati tre anni, avrebbe ottenuto uno sconto di 333 euro all’anno ma pagando solo 200 euro di tasse, avrebbe perso il resto del denaro”, spiega Argentieri.

Chi può usufruire della detrazione?

Usufruisce della detrazioni chi effettua i lavori. Non solo il proprietario dell’immobile, quindi, ma anche l’inquilino. “Il meccanismo è molto flessibile: le detrazioni sono reversibili e ne può usufruire anche l’erede in caso di morte improvvisa. Il sistema vale anche per chi è in affitto: spesso al padrone di casa non importa se l’appartamento consuma troppo perché le bollette sono a carico dell’affittuario. Quest’ultimo, invece, se vuole fare dei lavori può godere della detrazione Irpef”, continua Argentieri. A verificare che gli interventi effettuati siano in regola sarà poi l’Agenzia delle Entrate.

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